La prima cosa che ho imparato nel Viaggio in USA

Viaggiare mi è sempre piaciuto molto.

Adoro conoscere la gente, visitare luoghi incantevoli ed assaggiare il cibo locale (senza andare alla ricerca spasmodica di pizza e spaghetti).

Tuttavia, quando sono stato negli USA la prima volta, devo ammettere che un po’ di strizza – paura per chi non è lombardo – l’avevo proprio.

Niente a che vedere, comunque, con ISIS, rapine, voli che cadono…

Su quelle, purtroppo o per fortuna, c’è ben poco da fare.
Quindi, saggiamente, non mi lascio influenzare affatto.

No, nel mio caso avevo solo paura dell’ignoto:

  • di passare da dogane ed aeroporti mai visti
  • di avere tutto in ordine ed in regola
  • di non riuscire a capire gli yankee quando parlano stretto-stretto
  • di trovare il taxi, l’albergo, un bus che mi portasse al Wal-Mart più vicino

Ti è mai capitato di vivere una situazione simile?
Come l’hai risolta?

Io ho adottato la tecnica #2 che insegno nel metodo anti-procrastinazione che trovi nel capitolo 11 del libro “I Segreti Militari per Gestire il tuo Tempo come un Sergente Istruttore”.

Concentrarsi solo sul passo successivo, senza pensare a tutto risolto e perfettamente in ordine.

Anche perché, in tutta sincerità, non sapevo nemmeno cosa mi aspettasse al passo 3 e 4…

Così l’unica cosa che potevo fare al meglio era IMPROVVISARE.

In questo sono un vero maestro e dovresti imparare anche tu quanto prima, se già non ti riesce con facilità.

Ascoltami bene: ci sono persone che odiano le sorprese, lo so.
Per loro quasi tutto deve essere pianificato al 100%, devono avere tutte le informazioni sotto mano, sono paranoiche a controllare la documentazione e le valigie…

Mia moglie Manuela, senza andare molto lontano, è una di quelle persone.
Soprattutto dopo aver conosciuto me è peggiorata molto 🙂

troppe opzioni nessuna scelta

Essere così offre indubbiamente molte certezze, ma limita terribilmente la capacità di tirarsi fuori dai pasticci e trovare soluzioni creative, senza farsi limitare e condizionare da problemi e imprevisti.

Improvvisare invece, per me, è la capacità di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

E’ un misto di intuizione e logica, di decisioni rapide basate su poche informazioni.

E’ la sublimazione della legge dell’entropia.

E’ un po’ come applicare l’intuito alle azioni in modo sistematico, assecondando il flusso naturale degli eventi e limitando il pregiudizio verso persone, prodotti e servizi.

Improvvisare è rispondere ogni istante a questa singola domanda:

stando le cose come stanno e sapendo solo quello che sai,
qual è la migliore azione che tu puoi fare adesso?

Niente di più niente di meno.

Improvvisare è condensare le capacità dei due emisferi cerebrali e trasferire immediatamente in azione la decisione, senza tergiversare, elucubrare, farsi venire inutili paranoie.

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Qui ad Orlando mi sono messo di nuovo alla prova più volte.

All’aeroporto di Francoforte idem.

Un passo alla volta, massimo due.
Come guidare di notte, dove non vedi più di 30/40 metri di strada e non sai cosa ti aspetta nel tratto successivo.

Puoi ovviamente fermarti, cercare una piantina o collegarti (se hai campo) a Google Maps…

Oppure tenere gli occhi bene aperti, il piede sul freno, le mani sul volante e continuare a schiacciare l’acceleratore, fino alla meta.
Cartello dopo cartello, incrocio dopo incrocio.

Una precisazione però è d’obbligo: improvvisare quando sai già l’inglese ed hai prenotato un albergo è decisamente più semplice. Per questo la preparazione è altrettanto importante e non va scartata a priori.

Evita invece gli eccessi, perché rubano tempo ed energie, senza aggiungere realmente valore (tranne rarissime eccezioni in cui il risultato è tutto) e bloccano la tua parte creativa e ricca di coraggio.

Many times “good enough is good enough” – mi ripetevano qui fino alla sfinimento.

E tu, quali occasioni hai avuto per mettere alla prova la tua improvvisazione?
Come te la sei cavata? Che soddisfazioni ti sei tolto?
Condividile tra i commenti a questo articolo.
Dacci dentro, avrai successo.

Davide
P.S. Se vuoi conoscere anche le altre 6 tecniche anti-rimandite acquista il mio libro su Amazon e corri a leggere subito il capitolo 11. Ti basta già quello senza perdere tempo con gli altri 10.

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