Come non arrendersi davanti alle difficoltà

rimettiti in moto e non arrenderti mai

Quante volte hai sentito dire da amici, parenti e colleghi:

Basta, non ce la faccio più. Mi arrendo.

E quante volte sei stato vicino a dirlo tu?

Io molte. E, ogni tanto, lo ammetto, ho ceduto di fronte a ostacoli, dubbi e difficoltà.

Penso che ammettere le proprie debolezze sia molto umano.
Che riconoscere e accettare quelle degli altri incarni appieno ciò che i latini chiamavano pietas.

Ma rinunciare alla lotta, alla sfida, al gusto di andare avanti nonostante tutto e contro tutti, sia ancora peggio perché toglie il sale della vita e ci rende vittime del destino e spettatori passivi di un film. Il nostro.

E questo non sono disposto ad accettarlo.Ecco quindi alcuni rimedi scovati su internet e leggendo alcuni libri su come non arrendersi quando vorresti mollare tutto.

Come sempre ti consiglio di partire da pochi, concentrarti su quelli a te più congeniali e insistere fino a poter dire “ho provato davvero fino in fondo”. Cambiare metodo quasi subito non è mai una buona idea.

La tenacia è fondamentale per ottenere cambiamenti che portino risultati duraturi nella tua vita, professionale e non.

Fai una cosa alla volta

E’ ormai assodato, checché ne pensino le lettrici donne, che il multitasking non porti tutti questi gran vantaggi, anzi.

Il cervello perde tempo e concentrazione a passare da un’attività all’altra e, soprattutto mentre siamo immersi in quello che viene definito stato di flusso, una interruzione anche brevissima potrebbe comportare almeno 10/15 minuti prima di riprendere a funzionare con la stessa efficienza di prima.

Ci sono alcune eccezioni a questa regola, ma in generale è sempre meglio pensare di non essere una mosca bianca, ok?

Falla adagio e deliberatamente

Quante volte, soprattutto con compiti poco sfidanti, noiosi o ripetitivi hai sorvolato su alcuni passaggi, saltando un controllo e cercando una scorciatoia pur di finirli prima?

Io tantissime… e 9 volte su 10 me ne sono pentito prestissimo.

Fare le cose male è un po’ come le bugie: hanno le gambe corte. Il mio mitico nonno Diego, quando andavo a trovarlo da piccolo e mi dava alcuni compiti di giardinaggio o meccanica, ripeteva sempre che:

a fare le cose bene ci vuole lo stesso tempo che a farle male

Perché è vero che all’inizio risparmi un po’ di minuti e di passaggi, ma quando devi sistemare le magagne e mettere una pezza a un lavoro non preciso gli interessi superano di gran lunga il capitale.

Quindi, tanto vale farlo per bene fin dall’inizio. Evitando figuracce e stupide perdite di tempo.

Portala a termine, fino in fondo

Arrestarsi prima della fine di una attività è una gran tentazione, da evitare come la peste.

Ci sono alcuni tipi di persone che vengono definiti starters, ovvero sono molto creativi, innovativi e amano mettersi subito al lavoro. Salvo perdere presto la voglia, rallentare e fermarsi per via di noia e mancanza di stimoli.

Al mondo c’è un disperato bisogno di queste persone perché sono quelle che iniettano fiducia negli altri e vincono l’inerzia delle masse. Essi, tuttavia, rischiano di perdere la faccia se iniziano un progetto e poi lo abbandonano prima di vedere i risultati finali (buoni o cattivi che siano).

L’avvento di internet, delle informazioni gratuite e abbondanti, ha amplificato questo fenomeno per cui ci sono migliaia di persone che iniziano corsi, attività, progetti salvo poi abbandonarli dopo pochi giorni o settimane.

E’ uno spreco di risorse enorme: emotive, economiche e temporali.

Come direbbe il mio amico Max Formisano, fai di tutto per

portare a termine un fossato alla volta

strategia per non arrendersi davanti alle difficoltàFai di meno, non di più

È l’altra faccia della medaglia di “fai una cosa per volta”. Pensare che più cose si fanno meglio è rappresenta solo un bello slogan di marketing per venderci qualche software inutile o quasi.

Tutto cominciò con Microsoft quando lanciò Windows Server 2003 con lo slogan

do more with less (fai di più con meno)

In realtà sono davvero poche le attività critiche di un processo complesso, quelle che ne determinano in gran parte il successo o il fallimento. La Legge di Pareto, anche conosciuta come Legge 80/20, ci porta ad identificare pochi fattori fondamentali da cui dipende la maggioranza dei risultati.

Anche la Teoria dei Vincoli usa un approccio simile, affermando che in ogni sistema le prestazioni complessive siano rallentate da uno o più colli di bottiglia. Basterà dunque eliminarli in progressione per scaricare finalmente a terra tutti i cavalli a nostra disposizione.

Fare di meno significa così: concentrati solo su ciò che conta e smettila di affannarti dietro ai dettagli di poco conto che ti faranno solo perdere energie, senza le quali arrenderti alla prima difficoltà diventerà molto probabile.

Lascia spazio tra le cose

C’è un vecchio adagio che dice

ogni cosa ha il suo posto e ogni cosa va al suo posto

Il disordine fisico è spesso sintomo di scarsa chiarezza mentale. Tonnellate di carta sono state stampate a proposito di come l’ambiente circostante influenza lo stato psicofisico e di conseguenza i risultati degli umani.

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Trovare dunque una collocazione ottimale per libri, riviste, appunti (fisici o virtuali), icone del desktop, penne e pennarelli, post-it e biglietti da visita… risulta davvero importante per garantire quella lucidità mentale necessaria ad essere super efficienti e poco dispersivi.

Avere troppi oggetti a portata di vista o di mano è una causa assodata di distrazione quasi costante; come 15 tab del browser aperte o 3 smartphone/tablet con le notifiche attive.

tempo perso in bagno

Sviluppa buone abitudini

Leggendo le biografie degli uomini di successo, sia recenti che di alcuni decenni fa, ha permesso di capire un fattore comune a tutti loro: avevano sviluppato delle abitudini che reiteravano giorno dopo giorno.

Questo non significa che ognuno di loro aveva abitudini simili agli altri.

Assolutamente no, anche se ci sono effettivamente dei pattern/tratti comuni a molti di loro.

Il punto critico sta proprio nel creare, perfezionare e mantenere queste abitudini; personalizzandole in base al proprio carattere, aspirazioni, valori, contesto… ma poi scolpendole sulla pietra e seguendole fedelmente nonostante quello che potesse succedere nel frattempo.

Un po’ come creare una rotta e usare queste abitudini come la bussola che mantiene sull’obiettivo finale.

Alloca il tempo per le attività importanti

Conoscere quali sono le attività davvero fondamentali per garantire il tuo successo personale è certamente importante se non vuoi arrenderti davanti alla prima difficoltà.

Tuttavia il solo sapere, senza un’azione concreta che ne consegue, è sterile e ben poco utile a realizzare i tuoi obiettivi.

I risultati sono figli delle azioni e delle scelte che facciamo ogni giorno. Per questo il tuo primo compito, se davvero vuoi metterti al riparo da carenze di motivazione e sfiducia, è quello di fissare sul calendario un appuntamento con te stesso.

Come se avessi una visita dal tuo oncologo.

Tutto il resto e tutti gli altri possono aspettare, perché hai qualcuno di importante da incontrare, con cui confrontarti e pianificare il tuo futuro.

Atrimenti le tue giornate ed attività cresceranno in modo tumorale, facendoti vittima delle priorità altrui e delle urgenze dettate dal calendario di chi ti sta intorno; mentre dovrebbe essere il contrario.

Hai presente quando torni a casa tardi e super nervoso e esclami:

ho lavorato tutto il giorno come un somaro ma non ho concluso un c.

Ecco. È giunto il momento di telefonare al tuo oncologo del tempo.

Dedica del tempo alla riflessione

Io sono sempre stato un uomo di azione, arrivando a provare una specie di prurito per le persone troppo riflessive.

Già, perché per me azione = risultato e riflessione = non faccio una mazza.

Purtroppo ho scoperto col tempo e sulla mia pelle che le cose non stanno proprio sempre ed esattamente così.

Ci sono ancora dei momenti in cui l’intuito e l’improvvisazione la fanno da padrone, soprattutto quando c’è poco tempo per ragionare ed elaborare una strategia.

Ma in tutti gli altri e più frequenti casi avere un piano ben studiato aiuta molto a medio-lungo termine.

Spesso, infatti, tante azioni fatte a casaccio portano a risultati inutili e solo a un enorme dispendio di risorse. Mentre poche frecce ben scagliate fanno davvero sfracelli (in positivo).

Lezione imparata #1: prima di agire, rifletti a lungo e studia una strategia in cui le singole azioni siano solo una parte del tutto, non il 100%.

Ovvio poi che, come nel caso del tuo oncologo del tempo, riservare il tempo sul calendario per fermarsi a pianificare e creare (da solo o in team) la tua strategia futura sia fondamentale.

Così facendo eviterai di procedere a casaccio e, di fronte alle difficoltà che insorgeranno, avrai già pronto un piano B o un antidoto per non demordere e lasciarsi sopraffare.

Avere una strategia è il modo migliore per trovare la motivazione quando tutto intorno sembra girare per il verso sbagliato e la tua voglia di metterti in moto è pari a zero, come il tuo morale.

perché le persone si arrendono

Sorridi e aiuta gli altri

Come mi confessava Jacopo Guedado Mele durante una recente intervista, nei momenti di difficoltà lui si dedica completamente ad altro, abbandonando il lavoro o problema che lo ha messo in crisi.

Infatti parlare con qualcuno, aiutarlo a risolvere un suo problema, dare un suggerimento o, più semplicemente, condividere del tempo in compagnia di un altro essere umano potrebbe già bastare a risollevarti d’animo di fronte a una difficoltà.

Molti studi hanno evidenziato che la fisiologia (ovvero il modo in cui funziona e si pone il nostro corpo)  ha un enorme potere: quello di influenzare lo spirito, lo stato d’animo, il nostro atteggiamento mentale.

Ecco dunque spiegato perché currucciarsi, chiudersi su se stessi e isolarsi dal mondo non ti aiuterà a superare una crisi o un momento di sconforto particolarmente intenso. Per non arrenderti inizia a sorridere al mondo e lui ti ripagherà con la stessa moneta.

Sfrutta le attività domestiche per meditare (anche in piedi)

I benefici della meditazione e della riflessione sono ormai chiari ed assodati. Il problema vero che, presi come siamo dalle 1000 attività quotidiane, diventa sempre più difficile trovare il tempo per fermarsi e meditare.

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Per fortuna esistono una serie di lavori, sia per uomini che per donne, che possono essere svolti con una facilità incredibile, tanto che spesso vengono già abbinati ad altre attività più ludiche e di intrattenimento.

Questo è l’eccezione in cui è buona cosa essere multitasking a tutti i costi.

Pensa ad esempio a quando:

  • lavi i piatti
  • cucini
  • fai le pulizie di casa
  • lavi l’auto
  • tagli l’erba del giardino
  • sei in treno o metro
  • attendi in coda all’ufficio postale

Questi sono i momenti in cui tante persone ascoltano musica o guardano la tv, perché il loro cervello e mani proseguono il compito in automatico e senza sbagliare.

Ma tu puoi fare di meglio: anziché la tv puoi ascoltare un podcast o seguire un videocorso. Oppure potresti dedicarti a quella che viene definita meditazione in piedi.

Fai 3 respiri profondi, rilassati e lascia scorrere i tuoi pensieri… ma ricordati di non far bruciare l’arrosto, ok?

meditazione in piedi per sfruttare tempi morti

Pensa a ciò che è davvero necessario

Quando vuoi arrenderti perché ti sembra che le forze del male cospirino contro te e contro te solo, fermati un attimo e fatti questa semplice domanda:

Se dovessi ricominciare da zero, cosa faresti per prima cosa?

Ci sono almeno due preziose informazioni che ti saranno di aiuto per non arrenderti in questo momento di difficoltà:

  1. Sai sià la prima cosa da fare, quindi non ti resta che farla. Solo lei.
  2. Tu non sei a zero, hai già degli asset, delle risorse. Quindi, anche se non ti sembra, hai già un vantaggio.

Pensa a quante storie circolano negli USA su immigrati che non conoscevano la lingua e non sapevano nemmeno contare… eppure sono diventati imprenditori di successo.

Tu hai tante altre capacità e competenze: focalizzati su quelle essenziali e fai all-in, punta tutto su di queste. Un passo per volta e con una strategia di fondo.

Ora scrivi un elenco delle 20 attività che compi più di frequente e poi fatti questa ulteriore domanda:

Insistere nel fare quello che sto facendo, mi porterà al successo oppure no?

Nel 99% dei casi la risposta di pancia ti permetterà di identificare poche attività su cui vale la pena investire il tuo tempo. Per tutte le altre c’è il punto qui sotto oppure puoi delegarle ad un’assistente virtuale.

Elimina il superfluo, ovunque

Spazzare via fisicamente, digitalmente e mentalmente tutto ciò che ci fa distrarre è la sfida di questi tempi.

Con internet, i cellulari, le tv digitali e i negozi cinesi low cost, il rischio di avere la casa, l’ufficio, il telefono e la testa piena di informazioni è sempre più alto.

Non a caso è solo di recente che è “nato” un problema come la Sindrome da Deficit di Attenzione. Peccato che andrebbe diagnosticata non solo ai bambini, che sono naturalmente curiosi e portati a fare domande di ogni tipo, ma soprattutto agli adulti.

Eliminare il superfluo non solo ci permette di tenere soldi in tasca per gli investimenti più importanti, ma evita che la nostra attenzione (un po’ come nel multitasking) passi in continuazione da un’attività all’altra.

Nel mio libro ne parlo nel capitolo sui killer della produttività come sindrome da continua attenzione parziale.

Fare piazza pulita delle distrazioni ti regalerà un senso di pulizia interiore che non provavi da anni. Far fronte alle difficoltà con l’animo più leggero e la mente più sgombra ti aiuterà a non arrenderti perché avrai più energia da concentrare verso quelle poche attività che ti porteranno al di là del muro.

il primo passo per non arrendersi

Da dove puoi iniziare, se sei in crisi proprio adesso?

Rispondere a bruciapelo a questa domanda non è per nulla semplice. Più che altro perché quasi tutti i punti sopra sono correlati tra loro e migliorare un aspetto porta benefici anche ad altri.

Per esempio, quando elimini il superfluo tendono inevitabilmente a venire a galla gli aspetti più importanti sui quali concentrare la tua attenzione ed azione.

Io, però, dovendo scegliere partirei sempre dalla riflessione, dal trovare un momento di isolamento (a me piace chiamarlo di SOLITUDINE) in cui fare il punto della situazione, riordinare le idee, mettere assieme i cocci e scegliere poche azioni ma super concentrate da portare a termine. Fino in fondo.

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E tu, quando stai per mollare, su quale di questi 12 aspetti ti concentri per non arrenderti davanti alle difficoltà? A cosa pensi, cosa fai, dove lo fai e con chi… Condividilo nei commenti qui sotto perché sarà di grandissimo aiuto a qualche altro lettore un po’ in crisi.[/av_notification]

Come si diceva poco sopra “sorridi e aiuta gli altri” 🙂

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6 pensieri riguardo “Come non arrendersi davanti alle difficoltà”

  1. Il mitico nonno Diego aveva proprio ragione! 🙂
    Grazie, bellissimo articolo, da leggere, rileggere e applicare!!
    p.s.: credo che questo: *contrentrarti* sia un refuso 😀

    1. Refuso corretto, grazie.
      Il nonno Diego barcolla ma non molla e ha il supporto di tutto il blog 😉

      Venendo a te, quale dei 12 punti hai scelto?

  2. Senza dubbio la riflessione, il meditare nel silenzio e in solitudine, trovare le risposte e la forza per reagire (non sempre le soluzioni) dentro quella potentissima macchina che è la nostra mente.

  3. Ottimo articolo, congratulazioni! Si sente la sincerità di chi vi è passato attraverso e si è rialzato con grande resilienza! Bravo! Una lezione di vita vera! ( il supporto dal fatto che sei ingegnere, è un valore aggiunto nell’ordinare i passi, nel gestire il tempo. sei veramente tra i numeri UNO in Italia in questa specializzazione. Lo studio, applicato all’esperienza, serve eccome!)

    1. Grazie Albina. Non è facile per nessuno, ma un passo alla volta e con tanta cocciutaggine, fiducia nelle proprie capacità e nel processo ti confermo che i numeri iniziano a quadrare. È inevitabile che sia così, basta solo non mollare subito, farsi guidare dalle persone giuste e restare sempre con occhi e orecchie ben aperti, sia al di fuori di noi che dentro di noi.

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