Come fare progressi anche quando sei completamente bloccato

come riprendersi da un momento di difficoltà sul lavoro e nella vita

Inutile negarlo: prima o poi un “momento no” (detto anche “periodo di merda”) capita a tutti. Che poi se ne voglia parlare poco per paura di sembrare deboli e vulnerabili è un altro discorso…

Soprattutto ai tempi di Facebook tutti sembrano dei Superman incorruttibili, inarrestabili, senza macchia e senza peccato.

Balle. Balle. Fortissimamente balle.

I social sono diventati per molti come la Second Life (te la ricordi?) di alcuni anni fa: Doctor Jeckill quando fa comodo, Mr Hyde quando fa comodo.

Ma sto degenerando, quindi torniamo in carreggiata e concentriamoci su come è possibile superare questi periodacci in cui ci sentiamo:

  • soffocati dal mondo
  • senza una direzione chiara
  • privi di risorse psico-fisiche
  • magari pure senza soldi
  • e soli come un cane

Clicca qui sotto per ascoltare la versione aiudo di questo post.

La buona notizia: sei in ottima compagnia.

Anche io ho attraversato in passato alcuni momenti così.

Ero all’università.

Mi mancavano 6 esami per laurearmi in ingegneria civile MA non riuscivo a venirne a capo.

Non mi interessava più nulla di quella facoltà. Odiavo ogni esame che parlasse di strutture, cemento armato, ponti…

Intanto i miei compagni di studi erano già tutti fuori e con un lavoro da ingegnere più o meno ben retribuito.

Invece io ero lì, a marcire al Politecnico di Milano, cercando di triturare quello che sembrava un macigno inamovibile.

Ne hai fatti 24, te ne restano SOLO 6. Falli e non pensarci più… dicevano gli altri.

Ma, per quanto avessi una testa da ingenere, quella strada non era la mia, non mi piaceva affatto, non mi ci vedevo proprio a passare da un cantiere all’altro o a progettare grandi strutture.

Ti sei mai sentito un pesce fuor d’acqua senza sapere cosa fare?

Ecco: io stavo proprio così.

Quello che ho fatto – ed è quello che voglio consigliare oggi anche a te – è molto semplice e diretto.

Concentrati sul passo successivo.

Il trucco è metterti in moto.

Molti di noi, quando si trovano in una situazione simile, non fanno nulla (forse per paura di peggiorare le cose) e tendono a rimandare ogni decisione.

Altri – specie i perfezionisti – iniziano a pensare al passo migliore in assoluto da fare, ma la realtà è che non c’è nessun passo perfetto.

meglio qualità o quantità per avere un risultato finale migliore

A tal proposito ho letto tempo fa di un interessante esperimento di un’università il cui scopo era capire se è più importante puntare alla QUALITA’ o alla QUANTITA’ per ottenere un risultato finale migliore.

Vennero presi due gruppi di fotografi alle prime armi.


Al primo dissero di fare più foto possibili.
Al secondo di portare la foto migliore possibile.


Quando analizzarono il lavoro finale notarono che chi aveva fatto più foto (il primo gruppo) aveva anche fatto foto migliori.

Mentre i membri del gruppo 2 avevano perso tempo tra ricerche e test sulla "foto perfetta" senza fare una adeguata pratica sul campo.

Morale della favola?

Fare più esercizi e ripetizioni ti porterà mediamente molto più avanti che cercare di fare poche volte un esercizio in modo perfetto.

Dopotutto il miglioramento continuo è alla base delle moderne start-up dove si parte da un prototipo funzionante (e vendibile) e lo si migliora nel tempo anche grazie ai feedback degli utenti.

Un po’ come ha fatto Microsoft per quasi 30 anni con Windows.

Quindi smettila subito di pensare e riflettere alla soluzione perfetta e inizia a muovere il culo.

  • Invece di pianificare il tuo prossimo passo perfetto, alzati e fai un cazzo di passo.
  • Invece di pensare alla dieta migliore, alzati dal divano e fai un giro dell’isolato.
  • Invece di piangere perché non vendi nulla, apri il pc e scrivi una mail, un post, una salesletter, fai una telefonata…
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Una volta che fai il primo passo sconfiggi anche la forza di ATTRITO che ti teneva inchiodato alla situazione attuale e metti in moto la forza di INERZIA, quella che porterà nuove opportunità sulla tua strada.

Se sei inchiodato non concentrarti sul risultato finale ma punta tutto sulla prima azione da fare.

Così ero lì, svogliato e senza voglia di concludere gli studi. Cosa dovevo fare?

Iniziai a vivere letteralmente alla giornata (dal punto di vista universitario almeno) e decisi di non puntare più alla media, alla precisione, al fatto di capire tutto o meno.

Mi focalizzai solo su un esame alla volta, una pagina alla volta, un giorno dopo l’altro.

Non più ore interminabili sui libri a ritmi vergognosi che rubavano tempo prezioso al mio lavoro di informatico alle prime armi.

Ma poche, concentrate, sporche e subito… per poi dedicarmi a quello che mi piaceva veramente: i computer e la programmazione.

Fu così che in circa due anni – davvero fatico a ricordarmi perché credo che la mia mente abbia fatto di tutto per rimuovere i dettagli di questo periodo buio – finii ingegneria (dopo ben 12/13 anni passati a sovvenzionare il Politecnico) e potei dedicarmi interamente alla mia ditta di informatica.

Fu in quegli anni che iniziai a tenere i primi corsi di formazione, imparai come funziona una PMI, mi interessai di business coaching e mi misi (questa volta senza sforzo) a studiare marketing e produttività personale.

Erano argomenti in cui potevo dare il meglio di me, dove riuscivo alla grande e in cui ero libero sia di dare sfogo alla mia creatività sia di aiutare realmente i miei clienti di allora.

Quando abbandonai dopo quasi 15 anni il lavoro sui computer per dedicarmi più alle persone che li usano ero una persona completamente diversa e decisamente più felice e realizzata rispetto alla strada che mi si stava paventando facendo l’ingegnere civile.

Se mi avessi detto 10 anni fa che sarei stato in grado di fare tutto questo ti avrei forse risposto “Ma chi, io? Ma che dici? Non ne so nulla di quella roba. Come potrei mai riuscirci?

Invece, più semplicemente, non ero in grado di unire i famosi puntini di Steve Jobs. Non potevo farlo perché non li conoscevo ancora.

Così feci l’unica cosa sensata: misi il primo puntino, feci il primo passo, quello che mi sbloccò e mi mise in moto.

Come puoi evitare anche tu la trappola del “passo perfetto”?

Guarda quello che è successo a persone o amici che probabilmente conosci e forse pensi che sono state più fortunate di te, perché che hanno iniziato prima di te questo viaggio di scoperta e crescita.

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Blocca immediatamente ogni possibile invidia e concentrati sull’aspetto principale: sono lì perché hanno iniziato e fatto quello che “sentivano giusto” in un certo momento.

Non è solo questione di soldi o di riconoscimenti.

Inizia con quello che ti appassiona di più

Si tratta di energia, di stimoli, di motivazione interiore. Del piacere di fare le cose punto, a prescindere dal risultato che ne verrà e da quello che ci potresti guadagnare.

Fosse anche per poche ore alla settimana inizia a lasciarti andare, fai volontariato, aiuta qualcuno, dai il tuo contributo… perché – come dicevano i vecchi –

da cosa nasce cosa

o, alla Forrest Gump

La vita è come una scatola di cioccolatini. Forrest Gump

Aiutare gli altri è il modo migliore per sbloccarti, anche a 40 anni e passa.

Ovviamente ti consiglio di farlo in un settore che ti appassiona e in cui riesci davvero ad essere di aiuto.

Ecco alcuni esempi:

  • Sei un patito di video editing? Potresti aiutare qualche giovane e promettente YouTuber o marketer a realizzare video più curati e ben fatti.
  • Ti piace disegnare? Offriti di creare le vignette per dei libri/blog/giornali.
  • Sei un esperto di alimentazione e diete? Prendi uno sportivo, affiancalo con i tuoi consigli e aiutalo a fargli ottenere risultati sempre migliori.

La realtà è che, non appena inizi a fare questo (e lo fai bene e seriamente), cominceranno ad arrivare opportunità insperate e nascerà un passaparola positivo su di te.

Nel dubbio tieni sempre presente queste due frasi celebri:

Fatto è meglio che perfetto
– Dan Kennedy –

Non devi farlo giusto, basta che funzioni
– Mike Litman –

Dopo tutto si dice che la FORTUNA è quando sei la PERSONA giusta, nel POSTO giusto, al MOMENTO giusto.

Quindi, di sicuro, non sul divano o sul letto di casa tua 😉

Se per caso sei saltato direttamente qui…

Quando sei bloccato non devi fare la cosa perfetta, ma fare qualcosa che funziona e ti soddisfa.

Fai il primo passo e, non appena partirai, ti porterà a quello successivo e a quello ancora dopo.

Prima che te ne accorgi la forza d’inerzia ti travolgerà e ti aiuterà a diventare ancora più deciso, motivato e…

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Infine, se vuoi una strategia passo-passo per RIPARTIRE ALLA GRANDE dopo un’interruzione lavorativa, una lunga vacanza o un periodo professionalmente poco fortunato, ho preparato una guida che ti permetterà di velocizzare molto questo processo, evitando anche alcuni ostacoli ed errori che potresti commettere in completa buona fede per superare un momento difficile.

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